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In questo articolo vi spiegherò tutto quello che c’è da sapere se si ha intenzione di incominciare un percorso di addestramento con il proprio cane.

Vi aiuterò a comprendere come ottenere il meglio dal vostro cane e come stare alla larga dai “truffatori” del risultato immediato!

Siete curiosi? Si comincia!

Breve storia dell’Addestramento

Per comprendere appieno un’argomento dobbiamo iniziare dalle basi =)

Incominciamo il nostro percorso parlando velocemente della nascita dell’addestramento.

Da quando il processo di domesticazione ha portato il cane a stringere un sodalizio con l’uomo, la necessità di addestrare un cane per compiere un lavoro è stata di vitale importanza.

Qui trovate se vi interessa un articolo che ho scritto sul processo di domesticazione. =)

Già nell’antichità i cani erano utilizzati ed addestrati come cani da guerra,da guardia e da trasporto.

Nel Medioevo l’importanza del cane come strumento per la difesa e la guardia aveva assunto un ruolo primario.

Sapevate che il castello di Foix, situato in Francia nella regione dei Pirenei era difeso da cani da montagna dei Pirenei, addestrati a distinguere tra l’abbigliamento dei ladri e dei soldati?

Oppure che la città di Saint-Malo situata in Bretagna, era difesa dai pirati da una muta di Mastiff Inglesi che venivano liberati ogni notte?

Incredibile vero?!

La particolarità del suo comportamento e le spiccate doti di adattamento l’hanno reso l’animale perfetto per moltissimi tipi di lavoro.

Condurre e difendere i greggi, allontanare gli intrusi, proteggere le case, trasportare piccoli carichi erano solo alcuni dei compiti che il cane era portato a svolgere.

Tutto questo era appunto possibile grazie alle innate doti del cane.

L’Evoluzione seguendo la Storia

Un primo cambiamento si ha nel XVIII e XIX secolo con l’introduzione delle armi.

I cani non venivano più utilizzati come fanteria d’attacco, ma incominciavano a ricoprire incarichi più “umani” come cani da staffetta o da telegrafo che portavano informazioni da un reggimento militare ad un altro, oppure come cani da trasporto, da tiro o da salvataggio.

Questo evolversi della storia ha portato i cani e l’uomo ad vivere sempre più a stretto contatto, favorendo lo sviluppo dello studio del cane in tutte le sue sfumature sia psicologiche che fisiologiche.

Dall’Addestramento all’Educazione, dall’Ammaestrare all’Isegnare

Una nuova attenzione veniva ora riposta nei confronti di quell’animale a quattro zampe, così tanto utilizzato ma così poco compreso.

La vera svolta, anche grazie allo sviluppo della scienza, avviene negli anni tra il 1800 e il 1900.

Medici, Psicologi e Fisiologi come i più conosciuti Ivan Pavlov,Burrhus Skinner,Edward Lee Thorndike,Edward Tolman,John Watson e forse il più famoso e conosciuto Etologo, Nobel per la Medicina e la Fisiologia Konrad Lorenz diedero per la prima volta una spiegazione scientifica ai meccanismi psicologici ed etologici che ci sono dietro il comportamento animale.

E di conseguenza ci fu’ una nuova visione di quello che era stato fino a quel tempo l’addestramento, trasformando l’ammaestrare in educare e l’addestrare in Insegnare.

Con il passare del tempo furono attraversate varie fasi di studio del comportamento animale.

Si passerà dal condizionamento classico o rispondente di Pavlov al condizionamento operante o strumentale di Skinner.

Si riscriveranno le regole del behaviorismo e si introdurrà un nuovo concetto di approccio cognitivo e zoo-antropologico trasformando l’addestramento nella materia cinofila che oggi tutti conosciamo.

Concetto di apreoccio Cognitivo-zooantropologico nell’addestramento.

Oggi fortunatamente possiamo usufruire ed apprezzare i frutti del lavoro di tutti questi grandi scienziati.

Oggi grazie a loro, possiamo parlare di pedagogia applicata all’addestramento cinofilo.

Possiamo affermare che l’addestramento si è ormai trasformato dall’antico approccio “antropocentrico”, dove lo scopo era il controllo, l’inibizione e la standardizzazione performativa, in un approccio “cinocentrico” dove il cane è messo al centro e tutto è puntato al raggiungimento di un equilibrio, il cosiddetto balance, che vede il cane come un partner e non più come una macchina che esegue degli ordini.

Non mi stancherò mai di dire che alla base di ogni percorso di addestramento ci deve essere rapporto e connessione tra conduttore e cane.

NO RAPPORTO = NO PARTY

L’approccio cognitivo ha al centro la mente del cane e non la sua espressione motoria.

Il cognitivismo si sviluppa su tre punti principali:

  • Equilibrio
  • Prosocialità
  • Collaboratività

Per farla semplice e di chiara comprensione a tutti, possiamo definire il cognitivismo come una scienza che studia come vengono acquisite,elaborate e recuperate le informazioni.

Il cane non risponde più indistintamente ad uno stimolo proveniente dall’ esterno.

Ora sappiamo che il cane risponde agli stimoli elaborando le informazioni e proponendo delle risposte sotto forma di applicazione delle conoscenze pre-acquisite.

Tutto questo, agli occhi di un proprietario di un cane, può sembrare scontato, lo sappiamo tutti che il nostro amorino a 4 zampe è il più intelligente del mondo, glie lo ripetiamo ogni giorno!

Basta guardare negli occhi un cane, per capire che dietro quello sguardo c’è molto più che un “semplice” animale.

Ma ci sono voluti anni di scontri e di dibattiti scientifici per arrivare al riconoscimento di questa visione.

L’Addestramento moderno e il metodo “gentile”.

Tutto quello che abbiamo appena visto ci fa’ capire come è cambiato l’approccio dell’addestramento moderno rispetto all’addestramento antropocentrico di cui parlavamo poco sopra.

Grazie a questo possiamo capire come i cani possano scegliere determinate risposte e comportamenti in base alle necessità, alle proprie attitudini o alle motivazioni.

L’addestramento moderno fonda quindi le sue basi sul fornire al cane il maggior numero possibile di strumenti ed esperienze.

Si cerca di inserire il cane in un contesto sociale umano, coniugando le necessità e le tendenze del soggetto con i limiti imposti dallo stile di vita moderno.

Capiamo allora che oggi è importantissimo stimolare precocemente il cane favorendo le sue capacità di apprendimento già da cuccioli, in un’età in cui lo sviluppo delle connessioni simpatiche è massima.

ESPERIENZA = FIDUCIA

Un cane che ha seguito un giusto ed equilibrato percorso congnitivo, sarà sicuramente un cane più equilibrato, che sarà capace di autogestirsi anche nelle situazioni più difficili.

Essendo questo un approccio psicologico all’addestramento, possiamo ben capire come le tecniche siano sicuramente più “gentili” rispetto a quelle coercitive utilizzate tempo fa’.

Su questo punto ci tengo a precisare una cosa.

Non demonizzo gli addestratori che usavano metodi coercitivi, come collari elettrici, strozzi e così via.

Per me fanno parte della storia ed è anche grazie a loro che oggi abbiamo sviluppato un approccio diverso.

Il metodo cosiddetto “Gentile”, o “Gentle” per gli anglofoni, consiste nel ribaltamento delle regole della “vecchia scuola”.

Non esiste più la punizione per un comportamento sbagliato ma si utilizza una ricompensa per un comportamento gradito.

In termini tecnici si dice che nei sistemi di addestramento gentile, più che la punizione positiva e il rinforzo negativo vengono utilizzati prevalentemente rinforzo positivo e punizione negativa.

Tra i maggiori fautori di questa “tecnica” troviamo la biologa americana Karen Pryor famosa addestratrice di mammiferi marini e fondatrice della famosissima tecnica del “clicker training”.

Tecnica largamente utilizzata anche in ambito cinofilo.

Naturalmente tutto questo deve essere poi coniugato dalla nostra coerenza e costanza nell’addestramento, con il presupposto che il cane tenderà a riproporre dei comportamenti che sono stati rinforzati e ad estinguere quelli che non lo sono stati.

La truffa del “tutto e subito”

Dopo questo breve accenno a quello che è l’addestramento, penso che tutti abbiamo capito quale siano le prerogative per un buon addestramento.

Volendo fare un piccolo elenco di “ingredienti” troviamo:

  • Rapporto e connessione cane-padrone
  • Esperienza
  • Tempo
  • Emozioni
  • Motivazioni
  • Comunicazione
  • Apprendimento
  • Focus
  • Costanza
  • Fiducia
  • Balance

Potrei continuare con un elenco lunghissimo di parole che rappresentano l’importanza di un giusto approccio nell’addestramento.

Ma su una di queste elencate sopra, vorrei soffermarmi per cercare di trasmettervi un breve e semplice concetto.

Il Tempo.

E si è proprio qui che si gioca la partita tra i “maghi del cane” e gli addestratori con la A maiuscola.

Ora che avete le basi, potete comprendere come il tempo giochi un ruolo di importanza cruciale in tutto questo.

Per portare un cane ad acquisire i giusti strumenti e di conseguenza mostrare dei comportamenti “bilanciatic’è bisogno di tempo e dedizione.

Purtroppo però negli ultimi anni c’è stata una inversione di tendenza rispetto all’addestramento cinofilo.

Si sente sempre più spesso, soprattutto online, di fantomatici Super Addestratori che se ne escono con slogan del tipo:

“Come educare il tuo cane in 5 semplici mosse”

“Insegna al tuo cane ad andare al guinzaglio in soli 10 minuti”

“Educa il tuo cane comodamente seduto sul divano”

Questo non fa altro che rovinare il lavoro di tanti professionisti che lavorano nel settore.

Se avete bisogno di addestrare il vostro cane, o semplicemente volete iniziare un percorso per vivere al meglio tutti gli attimi con il vostro amico, c’è solo una cosa che posso consigliarvi.

Armatevi di tempo e pazienza.

Non vi abbattete per i primi insuccessi ma andate avanti con l’obiettivo di migliorare la vostra situazione e quella del vostro cane.

E diffidate dalle persone che al primo incontro vi dicono “Il cane tira? no problem, basta fare così e cosà!”

Ma affidatevi alle persone che vi rispondono: “ Ok il cane tira. Ma che rapporto hai con il tuo cane?”

Ovviamente queste sono solo scenette immaginarie che ho ideato per farvi capire la differenza tra un vero professionista appassionato e uno che cerca di spillarvi i soldi di una consulenza.

Spero che attraverso questa lettura ora sarai più consapevole di che cosa significa “addestrare” un cane e saprai scegliere al meglio il percorso che vorrai intraprendere!

Ti è piaciuto l’articolo?

Sarei veramente contento se tu lasciassi un commento con qualche feedback qui sotto il post.

A te prende un minuto del tuo tempo, per me è fonte di grande soddisfazione!

Un abbraccio,

Rodolfo.

P.S.

Ho crato una communiy di persone dove potrai condividere le tue esperienze e potrai aiutare gli altri nel loro percorso!

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